F.A.Q.
Domande e Risposte su Bologna2014
Perché una lista civica proprio a Bologna? Non bastava il PD?
Le elezioni amministrative sono diverse da quelle politiche. La nascita di Bologna 2014 deriva dall'esigenza di ascoltare i cittadini e dare voce alla loro apprensione e ai loro problemi. Da qui la scelta di chiamare a raccolta le migliori energie della società civile bolognese e dar loro rappresentanza in un progetto che guardi al futuro. Il fatto poi che i firmatari dell'appello siano cresciuti da 80 a oltre 530 in dieci giorni e che si siano fatti avanti 73 aspiranti candidati è piuttosto incoraggiante.
Si tratta di una lista civica, o della solita lista civetta?
Bologna 2014 è una lista autenticamente civica, non come altre liste che si presentano alle elezioni amministrative, che sono in realtà partiti camuffati da liste civiche. Nessuno dei candidati ha una tessera di partito e i promotori si sono fatti garanti della selezione rinunciando a candidarsi. Il fatto di esprimere una posizione autonoma rispetto a quella del PD sull'operato della giunta Cofferati, può esserne prova.
Perché i promotori più visibili non si sono candidati?
C'era bisogno di un segnale di forte discontinuità. Chi aveva visibilità si è adoperato per lanciare persone ancora più lontane dalla politica di partito. Questo non vuole dire che non ci abbiano messo la faccia, in quanto tutti si assumeranno le loro responsabilità in caso di insuccesso.
Perché avete scelto di presentare una lista civica a solo due mesi dalle elezioni?
Gli ottanta firmatari dell'appello «Come sarà Bologna nel 2014 dipende tutto da noi» hanno tutti riscontrato una forte disaffezione in mondi che non si riconoscono nella destra. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la critica mossa da Cofferati a Delbono. Noi ci proponiamo di trasformare la delusione in forza propulsiva per il cambiamento, dando voce alla società e alle passioni civili proprio nel momento in cui la disaffezione rischierebbe di allontanare i consensi dal centrosinistra.
Come si comporterà la lista Bologna 2014 se Delbono vincerà?
I candidati eletti, che hanno sottoscritto un patto di lealtà verso il candidato sindaco, continueranno a sostenerlo. I promotori, che per questo hanno costituito un'associazione, appoggeranno la lista non solo in campagna elettorale ma per tutti i cinque anni, fungendo da "garanti" sulla realizzazione del programma, per avanzare idee innovative e coraggiose e mantenere aperto il canale di comunicazione tra la giunta e la società civile.
Qualcuno dice che, essendo appena nata, la lista Bologna 2014 non ha un programma, né candidati all'altezza.
Non è vero. I promotori della lista civica Bologna 2014 condividono il programma della coalizione di centrosinistra guidata da Delbono e hanno articolato alcune ulteriori proposte che emergono dall'ascolto dei cittadini. I 44 candidati presentati da Bologna 2014, che sono stati selezionati dopo aver valutato i loro curricola e in seguito ad un colloquio che ha evidenziato la loro esperienza, competenza, indipendenza e le loro motivazioni personali, sono cittadini comuni dotati di forti principi, gente che lavora nei settori chiave della cultura, dell'industria e della società e che per questo riesce ad interpretare alcune esigenze della comunità non rappresentate dalla politica professionale.
I promotori della lista sono favorevoli alle primarie come metodo di selezione dei candidati. Allora perché il sistema dei curricola?
Le primarie sono adeguate per posizioni di vertice, come il sindaco o il premier, per le quali tutti conoscono i candidati. La lista Bologna 2014 ha invece selezionato una serie di persone verso cui si possono esprimere preferenze al momento del voto. In tutti e due i casi si tratta comunque di un metodo di selezione dal basso: tutte le candidature a Bologna 2014 sono state spontanee e votate democraticamente dall'assemblea degli 80 promotori.
Alcuni dicono che la lista Bologna 2014 rispecchi una lobby d'affari con interessi alle poltrone.
Niente di più falso. I principali promotori hanno preferito lasciare il posto a persone, ugualmente provenienti dalla società civile, ma ancora più lontane dalla politica. Se Delbono vincerà, inoltre, nessuno chiederà in cambio una "poltrona" da assessore, sarà il sindaco a fare liberamente le sue scelte.
Il progetto Bologna 2014 è destinato a rimanere una pur pregevole iniziativa a carattere locale?
Dopo le elezioni amministrative di giugno, se il progetto funzionerà, se cioè il modello di un'alleanza ampia con il centrosinistra avrà successo, potrà sicuramente essere esportato anche a livello nazionale. Per vincere anche nelle elezioni politiche, il PD necessita del sostegno di un'alleanza allargata, che sappia dare voce a chi ha vissuto la nascita del PD come una fusione «a freddo» tra le due nomenklature di DS e Margherita.
La lista Bologna 2014 si schiera per Flavio Delbono ma è critica sull'operato dell'amministrazione uscente. Non c'è contraddizione?
Assolutamente no. La scelta di sostenere Delbono deriva da considerazioni sulla persona, non sui partiti che lo sostengono o che hanno sostenuto in passato altri amministratori. In questo momento Flavio Delbono rappresenta sicuramente il miglior candidato per competenza ed esperienza. Inoltre è stato scelto attraverso elezioni primarie, non nel chiuso di una stanza.
Perché Bologna 2014 è critica verso Cofferati?
La lista nata attorno agli 80 firmatari non è critica contro l'uomo Cofferati, che invece è una persona per bene, intelligente e colta. Piuttosto, quelle dei promotori della lista non sono critiche a una persona, e quindi non a Cofferati, ma al modo con cui la sua amministrazione ha contribuito ad interrompere un percorso di sviluppo e crescita di Bologna. Un'interruzione che ha portato molti cittadini bolognesi che avevano sostenuto il centrosinistra nelle ultime elezioni comunali ad allontanarsi dalla politica e dalla vita della città. Questo rappresenta la vera differenza tra la lista Bologna 2014 e il PD: se non ci fosse alcuna differenza di posizione, la lista non avrebbe ragione di esistere.
Qual e il progetto della lista Bologna 2014?
La lista da noi promossa, che coinvolge persone provenienti dalla società civile, mira a riscoprire e a dare un nuovo impulso al vero spirito bolognese, che ha portato nel passato la città ad eccellere in ogni campo, dall'impresa alla cultura, alla pubblica amministrazione. A Bologna è nato l'Ulivo, e noi vogliamo recuperare il suo spirito originario, una ampia coalizione non limitata solo alle forze politiche, ma capace di coinvolgere energie nuove dentro le istituzioni.
Molti dicono che Delbono non sia poi così diverso dal sindaco uscente.
No, Flavio Delbono è completamente diverso. è stato eletto democraticamente attraverso elezioni primarie, conosce Bologna, è un professionista serio e competente e viene inoltre da un'area diversa da quella che ha tradizionalmente governato la città. Delbono si è poi impegnato, in prima persona e anche tramite la nostra lista, ad ascoltare la città più di quanto non sia successo negli ultimi anni.
Quali aspettative nutre Bologna 2014 sul candidato sindaco Delbono?
Non avendo dubbi su ciò che farà di buono se sarà eletto, date le sue ampie competenze e il suo profilo professionale, la lista Bologna 2014 si propone di allargare la base di consenso intorno alla candidatura Delbono anche ad aree non precedentemente rappresentate dell'alleanza, in modo che possa vincere al primo turno. Cosa possibile, se si considerano le molte divisioni che esistono nel centrodestra.
Delbono è stato candidato dal PD. Cosa pensa della lista Bologna 2014?
Flavio Delbono, ancor prima di accogliere ufficialmente la lista nella coalizione, ha affermato che la lista Bologna 2014 «è genuinamente e autenticamente civica» e che per questo può costituire «un valore aggiunto» per la coalizione.
Basta la critica all'amministrazione Cofferati per creare una lista alternativa al PD?
Non è solo la critica a come la giunta Cofferati ha gestito la città in questi cinque anni, ma anche al modo con cui è stato «paracadutato» dalla segreteria nazionale del partito sia al suo arrivo che alla sua partenza e alla mancanza di un vero progetto di rilancio della città, che per essere veramente tale, cioè ambizioso e innovativo, deve coinvolgere le energie migliori provenienti dalla società civile di Bologna.
Qualcuno afferma che Bologna 2014 è antagonista rispetto al Partito Democratico. è vero?
Occorre fare chiarezza, altrimenti si rischia di scambiare un amico per un nemico e di alimentare la cultura del sospetto invece che quella del confronto. Gli 80 sono democratici, che si riconoscono nel centrosinistra e che vogliono che il centrosinistra vinca al primo turno. Non sono dunque antagonisti ma complementari al Pd.
Ma la lista Bologna 2014 non rischia di sottrarre voti al PD?
Assolutamente no. Invitiamo chi è convinto del Pd a votarlo senza se e senza ma, al di là dell'esistenza o meno della lista degli 80. Noi ci rivolgiamo a chi NON è convinto dal progetto dell'attuale Pd. Esiste una fascia di cittadini bolognesi che si riconoscono nel centrosinistra ma sono delusi dalla politica e dai partiti tradizionali e si stanno probabilmente chiedendo se andare o meno a votare, o se votare liste antagoniste. La lista Bologna 2014 nasce proprio per questo e non per sottrarre voti o consensi ad altri. Per vincere, in altre parole, c'è bisogno di tutti.
Cosa pensano gli aderenti a Bologna 2014 del futuro del PD?
Il Partito Democratico sta svolgendo bene il suo lavoro, ma è ancora lontano dallo spirito originario dell'Ulivo, che si configurava più come formazione aperta. Con l'entrata della lista Bologna 2014 nella coalizione a sostegno di Flavio Delbono il PD bolognese ha riconosciuto la sua non-autosufficienza e la necessità di aprirsi alle istanze provenienti dal basso. Non a caso, il PD ha vinto a Trento con una coalizione che comprendeva l'UDC e una lista civica forte, l'Unione per il Trentino, guidata da un leader forte come Lorenzo Dellai.
Ma come riuscite ad essere alleati del PD se non condividete le scelte fatte negli ultimi anni?
Se condividessimo le scelte fatte non si comprenderebbe perché abbiamo promosso un'altra lista. Noi siamo complementari al Pd, e non siamo in competizione, perché abbiamo una posizione politica distinta, sebbene compatibile. Ci divide il giudizio sul passato, ci unisce la speranza per il futuro. Vogliamo che chi desidera la discontinuità non sia costretto a votare un candidato del centrodestra.
Quale percentuale di voti ritenete sia una vittoria per la lista?
Non è una questione quantitativa, noi vogliamo contribuire alla vittoria del centrosinstra e alla realizzazione del programma di Delbono. Se la coalizione vince, noi ci riteniamo soddisfatti, e si può vincere anche con un voto solo. Abbiamo intanto conseguito due importanti risultati: abbiamo contribuito al cambiamento di strategia del Pd, che ha abbandonato la velleitaria vocazione maggioritaria e ha accettato di non essere autosufficiente per vincere, nemmeno a Bologna, e abbiamo contribuito a cambiare il clima politico della campagna elettorale. Un mese fa quasi nessuno scommetteva su una vittoria di Delbono al primo turno, mentre ora abbiamo una concreta speranza di riuscirci.
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